Cenni Storici

La minuscola chiesa, oggi ridotta a cappella cimiteriale poiché inglobata nello stesso, sorge fuori dalle mura del castello di Civitella, nel medioevo ex villa di transito del comune di Montesanto.
Prende il nome dal monte su cui è stata costruita denominato monte Tutorio, così chiamato fino alla fine del 900 ( padre Pietro Pirri ) e solo ai giorni nostri riconvertito in monte Dogolo ( così riportato nella cartografia IGM ).
A differenza di oggi, che appare isolata e lontana da importanti vie di comunicazione, così non era nel medioevo, poiché era al centro di una fitta rete viaria e di sentieri che collegavano Sellano e tutta la Valle del Vigi con la Valnerina e con le Marche, da qui infatti era possibile raggiungere sia la zona di Visso e Norcia, sia l’altopiano di Colfiorito attraverso la valle di Percanestro nel comune di Serravalle del Chienti.
Questo altopiano di confine è stato in passato motivo di contesa tra Spoleto, Norcia e il ducato dei Varano di Camerino e il suo controllo è stato più volte motivo di aspre dispute.
La chiesa di San Pietro in Tutorio è annoverata fra le più antiche chiese della Valnerina, compare per la prima volta in un documento redatto nell’anno 1115, quando viene menzionata ( ecclesia San Petri de Tutori ) insieme ad altre chiese site nel Castaldato Pontano, nel decreto di donazione sottoscritto dal vescovo di Spoleto Enrico, in favore dell’abate Leto dell’Abbazia di Sant’Eutizio di Preci e, di nuovo nel 1253 quando tale donazione viene riconfermata dal vescovo Bartolomeo Accoramboni.
Nell’anno 1333 essa figura nel libro delle decime della diocesi di Spoleto e, ancora dalla fine del XIV secolo, nella lista delle chiese Spoletine riportate nel Pelosius, ( trattasi di un elenco con finalità fiscali ) in cui compare come dipendenza della Pieve di Santa Maria di Mevale.
Nei secoli successivi la chiesa è ricordata nella visita pastorale del cardinale Eroli ( 1465 ).
Successivamente ebbe la visita pastorale il 14 ottobre 1697, ma da parte dell’Abbate commendatario di S. Eutizio Felice Passerini il quale nella sua nota ci fa sapere che era rettore D. Sante Tutorio elettovi dal suo predecessore card. Raggi nel 1682 e che sull’altare maggiore era l’immagine della B.V.M. tra S. Pietro e S. Paolo, a sinistra era l’altare del Cricifisso con affresco.
Il priore aveva solo la rendita di 20 scudi, per il resto dipendeva dalla Pieve di S. Maria.
Quando scomparve fu sostituita da S. Lorenzo in Civitella che nel sec. XVI internamente fu decorata da Fabio Angelucci: Madonna tra S. Bartolomeo e S. Pietro.
Infatti il Lascaris nella visita pastorale del 1713 le nomina tutte due, e rettore a S. Pietro trovò ancora un omonimo del titolo, D. Sante Tutori.
Quindi sappiamo che la chiesa sopravvisse almeno fino a quest’ultima data, non sappiamo poi come e quando abbia perso la sua centralità a favore della chiesa di San Lorenzo di Civitella, sappiamo però che Padre Pietro Pirri nel 1913 descrive l’edificio come “ ….ruderi della chiesa di San Pietro in Tutorio”, quindi si deduce che il passaggio di consegne era avvenuto molto prima.

Aspetto Attuale

La chiesa inglobata nelle mura perimetrali del cimitero di Civitella, si presenta di dimensioni molto contenute, completamente priva di affreschi, anche se un tempo ne aveva, come precedentemente detto, con un abside semicircolare che sporge oltre il muro di cinta che corre lungo la parete di fondo.
Nel corso dei secoli ha subito vari rimaneggiamenti e ad oggi si presenta di dimensioni molto più contenute di come doveva essere in passato.
La facciata molto semplice con una finestra sopra il portale, è di materiale differente dalle pareti medievali, quindi dimostra una sua elevazione successiva che ha tagliato le dimensioni dell’edificio e ciò si deduce dal fatto che la pavimentazione presente all’interno costituita da grandi lastre di calcare squadrate poste su file regolari, tipica di altre chiese dell’Appennino e del Sellanese, prosegue all’esterno oltre la facciata.
L’ultimo intervento di consolidamento della chiesa è stato effettuato nel 2000 in seguito al sisma del 1997 che ha interessato l’area dell’Umbria e delle Marche.